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giovedì 11 marzo 2010

I grandi pianisti italiani: Riccardo Arrighini

L’uomo, la sensibilità artistica, il talento, il bambino

di Riccardo Barbi

Nei vari post che ho dedicato a Riccardo Arrighini, ho cercato di trovare le parole per spiegare le emozioni reali che ho provato ai suoi concerti. Spero di essere riuscito ad usare le parole giuste, non sempre è facile. Studiando con lui, ho anche individuato le ragioni scientifiche e metodologiche della sua sintesi musicale. Una sintesi che è a mio parere è abbastanza geniale e giustifica l'immediatezza della sua azione compositiva. Nell'ultimo post, ho scritto della mia sensazione di trovarmi di fronte a un musicista, un uomo sensibile, un talento straordinario ed un bambino magico, in particolare durante l'esecuzione della fantasia improvviso P. 66 n. 1 di Chopin. E' ovvio che non avendo mai sentito suonare Chopin ricomposto con variazioni in Jazz, al mio stupore seguiva la domanda: - ma da dove viene quella musica, è vera o me la sto sognando? - La lettura e la ricomposizione di alcuni secoli di musica, presuppone una grande preparazione artistica. Poi, è opera di un talentuoso particolarmente sensibile, di un uomo colto, ma anche di un pianista che ha l'entusiasmo e la sensibilità di un bambino magico. Non avevo la capacità di spiegare con le mie parole questa favola e questa realtà. Per questo motivo, fra gli intellettuali emergenti italiani ho individuato un talento emergente veramente originale, che darà una sua versione del rapporto fra l'uomo, la sensibilità artistica, il talento, il bambino, la capacità dell'uomo sensibile e dell'artista di leggere la storia, il presente, il futuro. Una capacità di lettura della realtà che va oltre l'esperienza materiale acquisibile da chiunque durante la vita "normale". Sto parlando di un'intellettuale ed un'artista veramente unica, Giovanna di Lauro (in arte Anna Voig), esperta di comunicazioni mediatiche, istituzionali, politiche, artistiche, ma anche una donna che rappresenta la bellezza in modo veramente nuovo. Le sue fotografie sono state realizzate da grandi professionisti ed hanno fatto il giro del mondo. Nel prossimo post racconterà la sua favola, che a mio parere motiva pienamente le capacità compositive di Riccardo Arrighini.

Riccardo Barbi

mercoledì 10 marzo 2010

I grandi pianisti italiani: Riccardo Arrighini

L’artista e il bambino magico creano un nuovo linguaggio musicale che seduce e riunisce nello stesso teatro il pubblico della Classica, della Lirica e del Jazz. (di Riccardo Barbi)

Durante i primi concerti che ho visto dedicati a Vivaldi, Puccini, Chopin, Riccardo conduceva lo spettacolo e affrontava il pubblico con la parola, il racconto, l’aneddoto, il riferimento alla curiosità storica dell’autore, alle sue emozioni particolari legate ai brani o agli artisti viventi e scomparsi, alle macchiette della sua vita riferibili al contesto. Interrogava dolcemente il pubblico come “il saggio delle favole". Era l'uomo e il musicista di cultura che parlava con lo sguardo trasparente e appassionato di un bambino, desideroso di dialogo e di conferme emozionali.

Ogni volta che esegue la Fantasia improvviso Op. 66 n. 1 di Chopin, Riccardo inserisce fra le corde del pianoforte collane, filamenti ed oggetti di vario tipo, per ottenere suoni affascinanti dal sapore multietnico.

La gestualità di Riccardo mentre gioca con gli oggetti e le corde del pianoforte, con il corpo quasi inserito nella sua cassa armonica, pizzica le corde con le mani per produrre suoni ed atmosfere irreali, muove le mani e le braccia sollevandole ripetutamente, sfiora di nuovo le corde con gli oggetti colorati, le collane, dei filamenti di diversi colori. Infine lancia sul palcoscenico tutte queste cose. Prende posizione a sedere, rilassa lo sguardo e si trasforma in Chopin, Charlie Parker, Oscar Peterson, Bud Powel e di tutti gli artisti di jazz che ha amato. ………… I grandi musicisti stanno al gioco appassionati e utilizzano il nostro artista per combinare le loro frasi in un linguaggio "irreale", "mai udito" ed "unico"…………La sensazione che ho, ogni volta che esegue la Fantasia improvviso Op. 66 n. 1, con il vestito elegante, la cravatta lunga rossa come le scarpe, è quella di trovarmi davanti un “Bambino” ed un “Mago”, un bambino dotato di magia, che nello stesso teatro riunisce il pubblico della lirica, dell’orchestra sinfonica e dei Jazz club, spazzando vie le storiche divisioni sociali delle due platee, un bambino che con la danza e la magia ti propone ciò che non si è mai sentito, le emozioni musicali più intime e seducenti, miscelando le composizioni ed improvvisazioni di qualche secolo di grande musica.

Riccardo Barbi